A Rimini l’Acqua non è ancora un Bene Comune

acqua

Nei referendum del 12 e 13 giugno 2011, 26 milioni di “SI” hanno chiesto che l’acqua fosse riconosciuta come bene comune, e quindi che la gestione della rete idrica si basasse sul principio dell’accesso all’acqua come diritto universale, eliminando il profitto dalla gestione del servizio.

A Rimini la gestione del servizio idrico è ancora affidata in deroga a HERA. Questo significa che il mandato di gestione alla società è scaduto nel 2012, ma è stato prorogato fino a nuova decisione da parte delle amministrazioni comunali della Provincia di Rimini.

Purtroppo i nostri amministratori locali non sembrano orientati a rispettare la volontà popolare. Riuniti nell’ATESIR (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), i sindaci dei Comuni sembrano tenere la possibilità della gestione in house, cioè la costituzione una società di gestione del servizio idrico di proprietà del Comune, come la possibilità più remota. Questo atteggiamento non tiene conto del voto espresso nel referendum del 2011. Infatti i sindaci sono più propensi ad affidare il servizio tramite bando di gara europeo. Non serve molta fantasia per capire a chi verrà riaffidato il servizio.

Dal conto economico di HERA si evince infatti che i ricavi delle bollette dell’acqua per il 2014 sono di oltre 67 milioni di Euro, e gli utili netti di € 4.807.560. HERA prevede una crescita costante dei ricavi e degli utili per i prossimi 10 anni, arrivando nel 2024 a preventivare ricavi per oltre 84 milioni e utili che sfiorano i 12 milioni di Euro.

Altre province, non solo in Emilia Romagna hanno ripubblicizzato l’acqua. E’ possibile, perché i costi vengono ripagati dalle bollette dell’acqua. Ma se manca la volontà istituzionale è ovvio che verranno sempre privilegiate altre soluzioni, e protetti altri interessi diversi da quelli dei cittadini.

Per questo invitiamo la cittadinanza a prendere parte alle attività che verranno promosse dal Comitato Acqua Bene Comune per difendere e riaffermare il voto del referendum, mettendo da parte sigle e smanie di visibilità politica su un tema così importante e cruciale per tutti.

 Prossimi appuntamenti:

Mercoledì 20 febbraio, ore 18:00: Consiglio Comunale tematico presso Comune di Rimini

Pubblichiamo qui di seguito la lettera aperta inviata ai Sindaci dal Comitato

Lettera Aperta ai Sindaci del territorio Riminese dal Comitato Acqua e Beni Comuni di Rimini sull’affidamento del Servizio Idrico Integrato a Rimini

Caro Sindaco,

Torniamo a scriverLe perché è trascorso 1 mese dalla prima Lettera che Le abbiamo inviato e non abbiamo riscontrato significativi passi avanti.
Il 14 Gennaio scorso Le abbiamo inviato la lettera allegata. Da quel giorno sono accadute diverse cose:

• il 24 Gennaio a Rimini c’è stata un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Acqua e Beni Comuni molto partecipata.

• Il 2 Febbraio c’è stata la riunione di Atersir, il cui Presidente Giannini, ha relazionato in lungo e in largo sui costi che dovrebbero sostenere i Comuni se scegliessero l’affidamento IN HOUSE del servizio idrico. Affermando che la via maestra per la gestione del servizio idrico è quella del bando di gara.

• il 6 Febbraio sì è anche tenuta la Commissione Consiliare sull’affidamento del servizio idrico, aggiornata al 27 di questo mese svoltasi nel Consiglio Comunale di Rimini.

Sia alla riunione di Atersir, sia alla Commissione Consiliare è intervenuto il nostro Comitato Acqua e Beni Comuni e, in entrambe le occasioni abbiamo espresso le richieste che da sempre portiamo avanti e che ribadiamo adesso anche a Lei:

1. dal 2012 è scaduto l’affidamento a HERA della gestione del Servizio Idrico Integrato e dal 2012 è in regime di prorogatio. Perché questi anni non sono stati utilizzati per valutare come rendere praticabile la scelta fatta dai cittadini con il Referendum sull’Acqua del 12 Giugno 2011? Ora si deve decidere la modalità di affidamento, e il Presidente di Atersir ha affermato testualmente nella riunione del 02/02 che:”si devono attivare procedure di affidamento entro fine anno”. Il che significa che NON c’è l’urgenza di decidere entro Luglio.

2. La prima responsabilità politica di chi è eletto è il rispetto della DEMOCRAZIA. Che, sulla questione dell’Acqua, è stata esercitata con il Referendum in cui i cittadini hanno votato SI per:

• Rendere possibile l’affidamento IN HOUSE del servizio idrico

• Eliminare il profitto dalla gestione dell’Acqua.

Questo politicamente può avere un SOLO significato: che chi gestisce l’Acqua, rete idrica compresa, non può guadagnarci utili e spartirsi dividendi. HERA è una società di diritto privato, una Società per Azioni, il cui scopo è fare utili e distribuire dividendi agli azionisti.

A questo proposito alleghiamo una semplice tabella, presa dal sito di Atersir

www.atersir.emr.it/…/delibere-del-consiglio-…/delibere-2014/

La tabella del conto economico di HERA riporta i ricavi delle bollette dell’Acqua nel territorio di Rimini per il decennio 2014-2024 ed anche gli utili fatti e previsti per lo stesso periodo. Dal conto economico di Hera si evince che i ricavi delle bollette dell’acqua per il 2014 sono di oltre 67milioni di Euro, e gli utili netti di € 4.807.560. HERA prevede una crescita costante dei ricavi e degli utili per i prossimi 10 anni, arrivando nel 2024 a preventivare ricavi per oltre 84milioni e utili che sfiorano i 12 milioni di Euro.

Ci chiediamo: come mai queste informazioni non sono state nemmeno citate nella riunione di Atersir il 2 Febbraio scorso, né tanto meno date alla stampa dal suo presidente né da altri che sulla questione sono intervenuti su vari giornali?

Certo le nostre domande sono provocatorie, non perché vogliono provocare polemiche, ma perché vogliono suscitare dibattito. Il Comitato Acqua Pubblica già nella lettera del 14 Gennaio aveva chiesto che si attivasse un percorso partecipato e pubblico per valutare la possibilità della gestione IN HOUSE del servizio idrico, realizzabile attraverso la creazione di un’Azienda di diritto pubblico, gestita e controllata dal pubblico, che rileverebbe il ramo idrico una volta scorporato da HERA.

Oggi confermiamo e sollecitiamo questa richiesta. Le chiediamo di convocare il Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza durante il quale valutare nel dettaglio e con tutti gli elementi i costi che i Comuni avrebbero per ripagare HERA quella parte di investimento non ancora ammortato. E insieme ai costi valutare, attraverso un attento studio di fattibilità, i benefici che il Comune e i cittadini ne ricaverebbero da questo investimento non solo in termini economici, ma soprattutto di controllo e gestione del territorio in cui si vive.

In altre province, non solo in Emilia Romagna hanno operato questa scelta. E’ possibile! Perché i costi vengono ripagati dalle bollette dell’acqua. E questo consente di poter avere accesso a sistemi di finanziamento che possono prevedere anche la cessione del credito. Sono solo spunti per una discussione che andrebbe approfondita. Di sicuro non sarebbe accettabile che venisse presa una decisione senza nemmeno aver valutato un attento studio di fattibilità sulla gestione PUBBLICA DELL’ACQUA.

Aspettiamo fiduciosi che voglia fare questa discussione con la cittadinanza e con il Comitato Acqua e Beni Comuni, e nel frattempo continueremo con le nostre iniziative a partire dall’incontro che si terrà con i consiglieri della regione Emilia Romagna il prossimo Martedì 17 Febbraio.

Se vorrà informarsi ulteriormente potrà trovare tutti gli aggiornamenti su:

FB Comitato Acqua Pubblica Rimini,

BLOG comitatoacquabenicomunirimini.blogspot.it

Comitato Acqua e Beni Comuni Rimini

mail: acqua pubblica.rimini@gmail.com

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