Spaghettata antifascista e presentazione del fumetto “QVANDO C’ERA LVI”

Posted on Lug 9, 2016


Spaghettata antifascista

 

SPAGHETTATA ANTIFASCISTA – in ricordo dei fratelli Cervi

 

Domenica 24 luglio, ore 20.00
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/155161871560278/

 

Il 25 luglio 1943 cade il fascimo. La democrazia festeggia e gli antifascisti tutti insieme a lei.
I fratelli Cervi non perdono occasione per dimostrare ancora una volta la loro bontà d’animo, e offrono la pastasciutta a tutto il paese.

Proprio come loro, anche noi dell’ANPI Rimini – Circolo ‘Brigata Corbari’ insieme a Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito) vogliamo offrire una spaghettata antifascista a tutti i compagn* che DOMENICA 24 LUGLIO verranno a far festa insieme a noi presso il GIARDINO ROBERTO ‘FREAK’ ANTONI, davanti al Centro Sociale GrottaRossa (via della Lontra, 40).

Vi aspettiamo dalle 20 per mangiare insieme. Seguirà poi la presentazione del fumetto “QUANDO C’ERA LVI” ad opera di Stefano Antonucci (che ne è il creatore insieme a Daniele Fabbri e Mario Perrotta, per Shockdom edizioni).

Chiuderà la serata l’incursione musicale di RICKY REAZIONE – djset punk/rock/ska.

Evento benefit per la cassa antirepressione!

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[Alcide Cervi, I miei sette figli]

“Il 25 luglio eravamo sui campi e non avevamo sentito la radio. Vengono degli amici e ci dicono che il fascismo è caduto, che Mussolini è in galera. È festa per tutti. La notte canti e balli sull’aia. Dovevano cadere così. Sembrava chissà che, e sono caduti con uno scherzetto. […]
– Papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese.
– Bene – dico io – almeno la mangia.

E subito all’organizzazione. Prendiamo il formaggio dalla latteria, la farina l’avevamo in casa. Facciamo vari quintali di pastasciutta insieme alle altre famiglie. Le donne si mobilitano nelle case intorno alle caldaie, c’è un grande assaggiare la cottura, e il bollore suonava come una sinfonia. Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore. Guardavo i miei ragazzi che saltavano e baciavano le putele, e dicevo: – beati loro, sono giovani e vivranno in democrazia, vedranno lo Stato del popolo. Io sono vecchio e per me questa è l’ultima domenica.

Ma intanto la pastasciutta è cotta, e colmiamo i carri con i paioli. Per la strada i contadini salutano, tanti si accodano al carro, è il più bel funerale del fascismo. Arriviamo a Campegine tra braccia di popolo e scarichiamo la trattoria. E allora pastasciutta allo sbrago, finché va. Chi in piedi e chi seduto, il pranzo ha riempito la piazza grande, e tutti fanno onore alla pastasciutta celebrativa.”