25 APRILE 2026 PER UNA LIBERAZIONE DA POVERTA’, GUERRA E SOLITUDINE.
L’anno scorso Per attualizzare e mantenere vivo quello che per noi era ed è il senso della 80° festa della
Liberazione dal nazifascismo come Grottarossa Spazio Pubblico Autogestito ci eravamo permessi di
prendere in prestito le parole di un grande poeta della nostra terra Nino Pedretti che nella sua poesia “I
partigiani” scriveva con linguaggio antiretorico ed estremamente veritiero parole che oggi risuonano
drammaticamente attuali. “Di guerra eravam stufi, di patria anche. Avevamo bisogno di dire: lasciateci le
mani libere, i piedi, gli occhi, le orecchie; lasciateci dormire nel fienile, con una ragazza. Per questo
abbiam sparato, ci siamo fatti impiccare, siamo andati al macello col cuore che piangeva, con le labbra
tremanti.” Nel dibattito pubblico dopo 80 anni erano tornate a riaffacciarsi parole d’ordine lugubri come
“riarmo”, “deterrenza armata”, “nemico” , “invasione” , “patria” e “guerra”.
Un anno dopo non possiamo che constatare con amarezza come nonostante le lotte e le grandi
manifestazioni contro le aggressioni militari di Usa e Israele ai danni delle popolazioni palestinesi,
venezuelane, iraniane, libanesi…ecc. abbiano prodotti risultati in termini di presa di coscienza collettiva
che a loro volta hanno generato pressioni dal basso capaci di ostacolare la deriva militarista e
guerrafondaia del governo traducendosi in azioni concrete (si veda il mancato rinnovo automatico della
convenzione con Israele ad esempio), nonostante tutto ciò le popolazioni del sud del mondo continuano a
subire impoverimeto, golpe militari, occupazioni e bombardamenti. A noi viene chiesto di continuare a
contribuire a questa economia di guerra vorace ed insaziabile coi nostri stipendi sempre più risicati, un
carovita alle stelle ed un diritto a casa, sanità ed istruzione sempre più irraggiungibili. In tutto questo
l’isolamento sociale e la depressione sono sempre più dilaganti in una società ed un sistema malato che
trasforma i cittadini e i loro diritti in clienti coi loro privilegi e che per rimanere in vita deve
paradossalmente produrre morte.
Noi di fronte a tutto ciò vogliamo attualizzare il pensiero e la lotta dei partigiani che si opposero prima
all’autoritarismo dello stato fascista e poi alla guerra sognando una società in cui si sarebbe fatta la
rivoluzione. E vogliamo farlo anche noi perchè pensiamo che sia esattamente il contrario della solitudine.
Lo faremo davanti ad un piatto di pasta con interventi dal territorio e dalle lotte nazionali ed internazionali
sul fronte lavoro e solidarietà internazionale. Lo faremo con la musica, la socialità e la storia della cultura
dub. Lo faremo attraversando e invitando a partecipare alle diverse iniziative che ci saranno nella nostra
città perchè crediamo che in tema di antifascismo e resistenza alla repressione occorra stringersi in
cordone assieme per poi dibattere dialetticamente il giorno dopo come sempre (e per fortuna). Per un 25
aprile che sia di liberazione reale e quotidiana anche da patriarcato, sfruttamento e crisi climatica. Per
guardare al futuro come fecero le partigiane e i partigiani. Perchè la nostalgia è fascista. Il futuro è
antifascista.

