TRAUM/A/FEST – Fumetti di contrabbando

«Il fumetto è una delle più grandi invenzioni narrative dei tempi moderni»

Dino Buzzati

Così nel 1968 Buzzati iniziava la prefazione a una raccolta di storie di Carl Barks, il padre dei paperi. Dino Buzzati, grande e talentuoso romanziere, pubblicò giusto l’anno seguente il suo “Poema a fumetti”, segno che chi ha una buona storia da raccontare trova sempre il suo medium comunicativo.

Quel che Buzzati negli anni Sessanta poteva solo lontanamente intravedere è invece quanto nel futuro sarebbe divenuta imponente la commistione tra il fumetto e il consumismo di massa, in un mercato capitalistico che non esita a inglobare al suo interno tutto ciò che trova lungo il suo cammino.

Basti pensare al boom su scala mondiale dei cinecomic americani o a quanto sta perdurando in Italia la “bolla” del fumetto, con decine e decine di case editrici di settore nate negli ultimi 20 anni.

Come se non bastasse, le numerose Fiere del Fumetto che nascono in ogni città (prima chiamate “Salone dei Fumetti” e ora “Comics”) si stanno oramai caratterizzando sempre di più come carnevalesche fiere dei Cosplay, in cui l’aspetto culturale del fumetto e di tutto ciò che lo riguarda passa spesso e velocemente in secondo piano.

Non è più importante sapere quale autore è presente e quale fumetto o idea esso presenta, bensì piuttosto quali gadget saranno venduti, quante fotografie caricherò sui social o quale personaggio interpreterò con il mio cosplay. Oggigiorno lo youtuber vale più del fumettista e il cantante più del personaggio cantato: ma non è solo ignoranza del settore, no, è il capitalismo che ogni cosa mercifica.

Per questo motivo negli ultimi anni una rete sociale fatta di autori, lettori, fan e cultori della materia, ha deciso di ribellarsi e di creare dunque dei festival di fumetti autoprodotti, editoria indipendente e stampe clandestine per rimettere al centro di tutto l’autore e la sua opera, e ristabilire le giuste istanze culturali, sociali e politiche da troppo tempo relegate e dimenticate.

Forgiato nel Forte Prenestino a Roma, questo network si è via via espanso per tutta la penisola, da Napoli a Milano passando per Lucca dove, qui più che altrove, si è caratterizzato in maniera fortemente politica per la concomitanza con il ben più commerciale Lucca Comics.

Hanno nomi strambi e assurdi, radici situazionistiche e risvolti dadaisti; sono costruiti dal basso in spazi autogestiti o in centri sociali, volontario dopo volontario, e sono autofinanziati e autoconvocati. Sono il Crack! Fumetti Dirompenti (Roma), l’AFA – Autoproduzioni Fichissime Anderground (Milano), il Borda!Fest – Produzioni Sotterranee (Lucca), l’Olé – Oltre L’Editoria (Bologna), il Ratatà (Macerata), il Ca.Co.Fest – Cartoni & Comix (Bari), l’UÉ – Underground Eccetera (Napoli) e lo Zapp – Zona AutoProduzioni Pescara nell’omonimo capoluogo.

Inoltre, da qualche tempo, ai suddetti si sta aggregando anche Rimini.

Lo Spazio Pubblico Autogestito Grotta Rossa – dal 2006 nella provincia romagnola – sta infatti organizzando per il 2020 la prima edizione del TRAUM/A/FEST– Fumetti di contrabbando, un festival tutto dedicato ai fumetti e alle illustrazioni indipendenti, underground e autoprodotte. Deve il suo nome alla sensazione di smarrimento e di “trauma” che colpisce il lettore nel vedere disegni a cui non è abituato o che vanno a smantellare la sua infanzia serena (si pensi solo a un Topolino trucidato o a un Paperino drogato); altresì il suo nome rimanda alla Traumfabrik di bolognese memoria, ossia la “fabbrica dei sogni” in cui Filippo Scozzari, Andrea Pazienza, gli Skiantos e decine di altri artisti e loschi figuri coabitavano durante il Movimento del ’77.

Per arrivare ben preparati al festival, Grotta Rossa sta inoltre organizzando una serie di appuntamenti mensili (da gennaio a giugno) in cui ogni volta sarà chiamato un diverso autore o collettivo a presentare il suo lavoro e le sue opere, seguito da concerti di gruppi della scena locale e non.

Fin dalle sue origini Grotta Rossa ha investito sulla cultura politica e su valori quali l’antifascismo, l’antirazzismo e i diritti queer e lgbt. Al suo interno ci sono biblioteche di libri, fumetti e riviste; vi si tengono corsi di ogni tipo ed eventi di ogni genere. Ci sono sale prove e sale teatro, un giardino enorme, un bar ben fornito, un orto autogestito e uno sgambatoio per gli animali. Grotta Rossa ama i suoi spazi e se ne prende cura per donarli alla cittadinanza e a chiunque voglia viverli.

L’ultimo arrivato di casa G.R. è dunque il Traum/A/Fest una due giorni incentrata sull’arte del disegno a fumetti. Il 25 e 26 luglio 2020 autori da tutta Italia approderanno a Rimini per prendere parte a questa prima edizione, che con le sue mostre, i suoi incontri, i suoi concerti e i suoi tanti artisti e ospiti si prepara a diventare un appuntamento annuale davvero interessante!